Quante storie possibili!

Dal bel libro di Joyce C. Mills e Richard J. Crowley “Metafore Terapeutiche per i bambini” (Astrolabio, 1986-1988) alcune fondamentali riflessioni sulla relazione e comunicazione adulti-bambini.

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Rivolto agli addetti ai lavori ma anche a chiunque desiderasse dar voce al bambino che si porta dentro, che è dentro ciascuno di noi.

Riporto una breve storia scritta dagli autori:

<<Una bambina scopre una scatola di pastelli dai colori affascinanti. La rovescia completamente sul pavimento, ne prende uno e comincia a disegnare. Dapprima, semplicemente scarabocchiando, si diverte a far scorrere e a mescolare i colori. Uno scarabocchio azzurro può rappresentare una roccia, un cane, il cielo, o qualsiasi altra cosa meravigliosa che lei desideri immaginare.
Diventata più grande, continua ad essere felice di usare i suoi pastelli a scuola, ma adesso le vengono impartite precise istruzioni: “Oggi disegniamo delle farfalle”. Sempre scarabocchiando, la bambina comincia a creare la sua immagine della farfalla. Mentre sta disegnando, può darsi che una voce la interrompa dicendole: “Non è così che si disegna una farfalla. Ma così”. E anche che le si mostri un foglio in cui è raffigurata una farfalla mimeografata. “Colora dentro le righe”, le si dice, “e allora sembrerà proprio una farfalla vera”.
La bambina cerca di colorare senza uscire dai contorni, ma continua a superarli.
“No” le si rammenta. “Stai dentro le righe!”.
Pensiamo ora a un insegnante che dia al bambino carta e colori, e dica semplicemente: “Divertiti a fare il disegno a modo tuo. Lascia che io sia la tua guida, non la tua mano”.

Quante volte, come terapeuti o insegnanti, abbiamo sentito queste parole: “Stai dentro le righe”, in una forma o nell’altra? E’ paradossale: siamo invitati a stare dentro le righe, ma al tempo stesso ci si aspetta da noi creatività e originalità.>>

 

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